I ragazzi di tutta Italia ieri hanno varcato per l'ultima volta la soglia della propria scuola da studenti. Un momento vissuto come un rito della maturità: quella soglia sospesa tra ciò che si è stati e ciò che si diventerà. Quest'anno, in quella stessa fila silenziosa e carica di emozione, si sono seduti anche chi ragazzo non lo è più già da un bel po’. Perché dopo una vita intera dedicata a lavoro e famiglia, hanno trovato il coraggio di rispondere a quella domanda mai del tutto sopita, accantonata in un angolo del proprio cuore: e se avessi continuato a studiare? L'esame di maturità ha qualcosa di solenne. È una attimo di vita totalmente dedicato a sé stessi, anche se onorato con quasi sessant'anni di ritardo. E in quell'aula, davanti a una commissione stupita e a compagni di classe che avrebbero potuto essere loro nipoti, Marisa, Francisco ed Ermanno hanno dimostrato che certi traguardi non hanno scadenza. Le loro storie sono diverse, eppure convergono nello stesso gesto mosso da coraggio e testardaggine.

Nel Casertano Non è mai troppo tardi per riscrivere il proprio destino, e la storia di Marisa Giordano ne è la prova più bella. A quasi 83 anni, in blue jeans, sneakers e con una piega ai capelli impeccabile, ieri ha varcato la soglia dell’Istituto Statale di Istruzione Superiore Vincenzo Corrado di Castel Volturno per affrontare la prima prova della Maturità. Nell'Italia del secondo dopoguerra la sua famiglia scelse di far studiare solo i quattro fratelli maschi, costringendola a mettere in pausa i suoi desideri. Tre anni fa l'iscrizione al corso serale dell'indirizzo alberghiero, frequentato con dedizione assoluta fino al primo scritto di ieri, dove ha scelto la traccia sul libro di Calabresi. Oggi l'esame prosegue con la seconda prova di Scienze dell’alimentazione, ma lo sguardo è già rivolto al futuro: Marisa non esclude infatti l'università, con un pensierino a Lettere Moderne per ritrovare il latino che adorava da bambina. Maturità 2026, gli studenti a Napoli: «Soddisfatti dalle tracce della prima prova»La sua è una storia di eccellenza, confermata dal responsabile del corso Danilo de Gregorio: l'alunna è stata ammessa con la straordinaria media del 9,09. «La mia adorata nipote Ilaria frequenta il liceo qui la mattina e ha tutti nove. Io ho uno zero nove in più», ironizza la nonna con un pizzico di sana competizione familiare. Questo traguardo speciale ha infine una doppia e commovente dedica: al marito scomparso tre anni fa, il cui vuoto è stato colmato dall'impegno sui libri, e a quella bambina di oltre sessant'anni fa che non poté studiare, ma che oggi, finalmente, ce l'ha fatta. Nel Salernitano A Sapri, tra i candidati del corso serale dell'Istituto Leonardo Da Vinci, siede Francisco Prota, 73 anni. Nato a Caracas nel 1953 da una famiglia italiana emigrata in Venezuela, Francisco attraversò l'Atlantico da bambino. «Partimmo nel 1958, ventidue ore di navigazione - racconta appena terminata la prova - Arrivammo prima a Genova, poi a Napoli e infine a Scario». Oggi è il titolare della storica gelateria "Oasi" in piazza Immacolata. Proprio il lavoro lo ha riportato a scuola. «Per preparare il gelato servono conoscenze, riferimenti, competenze - ammette il 73enne - Ho voluto acquisire una preparazione certificata e continuare a imparare». Quando la presidente di commissione Rossella De Luca gli ricorda che anche Pupo ha scelto di diplomarsi a 71 anni, lui sorride: «Siamo colleghi, ma lui è più giovane di me». Castel Volturno, fa la maturità a 83 anni: la storia di Marisa, ammessa agli esami con la media del 9A Salerno città, invece, la Maturità ha assunto il volto di una storia familiare. Ermanno Laurino, 63 anni, ha affrontato l'esame insieme al figlio Giovanni. I due si sono presentati fianco a fianco davanti all'Istituto Di Palo-Galilei per sostenere la prima prova scritta. Una scena simbolica che racconta il valore educativo dell'esempio. Padre e figlio iniziano a condividere la stessa esperienza scolastica: «Abbiamo costruito un feeling speciale che ci ha portato fino alla maturità. Studiare insieme ci ha uniti ancora di più». In un tempo in cui si parla spesso di giovani che abbandonano gli studi e di adulti che faticano ad aggiornarsi, Francisco ed Ermanno dimostrano che l'apprendimento non ha età. Uno arriva all'esame dopo aver attraversato un oceano e settant'anni di vita. L'altro trasforma il diploma in un ponte tra generazioni.