L'Editoriale
Venerdì 19 Giugno 2026
ITALIA. Ogni anno, quando escono le tracce della Maturità, si ripete un rito nazionale che assomiglia a una seduta spiritica. Gli studenti cercano di evocare gli autori studiati, i professori controllano se il ministero abbia avuto pietà, i giornali decretano vincitori e sconfitti e il Paese intero scopre improvvisamente di avere un’opinione fortissima persino su Cesare Pavese poeta.
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Quest’anno la sorpresa ha un nome che fino a ieri avrebbe provocato in molte classi la stessa reazione di un remoto zio di provincia: Giuseppe Saragat. Migliaia di diciottenni, seduti davanti al foglio protocollo, si sono chiesti chi fosse. E forse è già una buona notizia. Perché se la scuola serve a qualcosa, serve anche a questo: a far incontrare persone e idee che non frequentano TikTok.














