La discussione sulla patrimoniale sta assumendo una piega surreale. Sta diventando la bandiera della destra di governo da sventolare, come argomento principe e con la propaganda più becera, nella prossima campagna elettorale. La sinistra è il partito delle tasse.

Ora se c’è un partito delle tasse, questo è il governo Meloni che non solo non le ha ridotte, ma le ha aumentate, talché oggi l’Italia è arrivata al massimo della pressione fiscale. Se non lo hai fatto tu, Meloni, in quattro anni e con una maggioranza stabile, chi lo deve fare? E hai il coraggio di parlare di tasse?

Ma il fatto è che la patrimoniale con questa discussione sulla riduzione o aumento delle tasse non c’entra assolutamente niente. È uno «spettro che si aggira per l’Europa» e parte da un dato oggettivo, cioè dall’assurda sperequazione che si è creata tra poveri sempre più poveri e un manipolo di ultra ricchi ora straricchissimi. Stiamo parlando di gente o di società che gode di redditi enormi. Gente che non fa parte del «comune genere umano», ma di una infima minoranza. Quindi il discorso non riguarda noi e nessuno, credo, di quelli che conosciamo e frequentiamo, ma persone, fisiche o giuridiche che rapresentano l’1% della popolazione, a cui l’1% di extra imposta sul reddito fa letteralmente il solletico.