Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiL’imposta patrimoniale ritorna ciclicamente nel dibattito pubblico in maniera inutile e dannosa. Chiediamo scusa se ripetiamo concetti già espressi, ma c’è da fare chiarezza perchè la patrimoniale è un po’ come l’inflazione: solo ad evocarla, e prima ancora di arrivare, crea danni. La proposta è un mix di equivoci, inganni approssimazioni.

Gli equivoci: far credere che l’Italia sia un paradiso per i patrimoni esenti da imposte. Non è così. Le imposte patrimoniali sono già numerose, ad esempio l’imposta sulle attività finanziarie e l’Imu sugli immobili diversi dalla prima casa (con il suo impatto negativo su Pil e gettito complessivo, avendo ridotto la convenienza dell’investimento immobiliare). Secondo l’Osservatorio Conti Pubblici, il gettito delle imposte patrimoniali in Italia vale circa il 2,5% del Pil, in linea con l’Europa.

L’inganno: dichiarare che una nuova patrimoniale colpirà i super-ricchi. I grandi patrimoni dispongono di strumenti perfettamente legali per custodire la ricchezza. A pagare rischierebbe di essere il ceto poco più che medio.

Le approssimazioni: cosa colpirebbe la patrimoniale? immobili e strumenti finanziari? Se a fronte di un attivo, ad esempio, un immobile o un portafoglio titoli esiste un passivo ad esempio un finanziamento, come calcolo la base imponibile? Se tasso anche le società, il pacchetto “fonti/impieghi” è inestricabile. Se non le tasso basta fare una immobiliare per sfuggire.