Pochi eventi nella nostra esperienza collettiva sono mutevoli e al contempo stabili come l’esame di maturità. Mutevole, in quanto rappresenta uno specchio della scuola, ovvero di un organismo in continua e costante evoluzione nella forma, negli obiettivi e nel metodo. E però anche stabile, perché nonostante le riforme che ne ridisegnano continuamente la struttura, l’esame di Stato resta un punto di riferimento fisso: probabilmente il più solido, riconoscibile rito laico di passaggio che persiste nel mondo contemporaneo.

Il rito di passaggio è quel tipo particolare di rito che serve a marcare una rottura della continuità, sancendo una collocazione nuova dell’individuo all’interno del suo gruppo di appartenenza. Il primo grande rito di passaggio è la nascita e l’ultimo la morte, che serve a conferire al defunto nuovi attributi per coesistere con i vivi. In mezzo ce ne sono molti altri, e i più importanti in assoluto riguardano l’adolescenza: il suo inizio e la sua fine. Il termine del mondo protetto dell’infanzia e poi l’avvio di un’età nuova, fatta di consapevolezza e autonomia e disillusione. «Andiamo avanti. E anche il tempo va avanti - fino a quando distinguiamo di fronte a noi una linea d’ombra che ci avvisa che bisogna lasciarsi alle spalle anche la regione della prima giovinezza». Questo è Joseph Conrad e ci dice che la linea d’ombra è la fase forse più delicata e complessa dell’esistenza, poiché l’individuo inizia a costruire la propria identità in contrapposizione con quella altrui. Come nota l’antropologo Marco Aime nel suo saggio “La fatica di diventare grandi. La scomparsa dei riti di passaggio”, affinché questo cambiamento avvenga nel modo migliore occorre che la comunità ponga limiti, fissi punti fermi, stabilisca il confine tra il mondo dei ragazzi e quello degli adulti, ne protegga il percorso. Il senso del rito di passaggio è questo e, storicamente, i momenti volti a marcare questa transizione sono sempre stati molti e molto netti: l’esame di maturità, certo, ma anche la leva obbligatoria, il voto, la patente, il matrimonio, l’ingresso nel mondo del lavoro; tutti passaggi che avvenivano verso i diciotto anni.