David Orban (Singularity University): 'L'AI Act europeo è l’opposto di ciò che serve, perché blocca la sperimentazione. Dico ai giovani: mettetevi in gioco nei progetti, sia stem che umanistici'
Che fine faranno scuola e università quando l'intelligenza artificiale supererà quella umana e si arriverà a quel punto di rottura (singularity point) in seguito al quale il progresso tecnologico non avrà più crescita esponenziale ma verticale? Siamo pronti all'imminenza dei cambiamenti sul fronte educativo mappati, quantificati, aggiornati e prevedibili attraverso modelli matematici stando ai quali il big bang è alle porte e sarà scandito da tre fasi (crisi dei titoli, scuola fluida, interfacce neurali dirette) che rivoluzioneranno il modo di insegnare e apprendere? Mentre si parla di "patentino antifascista" e 527.747 liceali sono alle prese con la prima prova dell'esame di maturità, si sorvola sui grandi stravolgimenti alle porte anche sul fronte 'etichette': che entro il 2030 assisteremo a quella che viene definita la 'crisi del pezzo di carta' e che esistono già prototipi educativi pensati per la 'scuola fluida' (2030-2040). L'Adnkronos ne ha parlato con l'imprenditore e investitore tecnologico David Orban, membro del gruppo fondatore della Singularity University presso il Nasa Research Park, think tank della Silicon Valley che studia il futuro passaggio da un mondo regolato dalla gestione delle risorse fisiche a un mondo dominato dal potere del software per preparare la classe dirigente ai cambiamenti prevedibili in ogni campo.












