| 20 Giugno 2026 14:02 |

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(Adnkronos) – L’intelligenza artificiale può aiutare l’educazione, ma alcune competenze devono restare patrimonio umano e non possono essere delegate alle macchine. Yanis Ben Amor, executive director del Center for Sustainable Development della Columbia University, lo spiega durante lo speciale Adnkronos da Fii Priority Europe a Roma, presentando il lavoro realizzato con Fii Institute sulle “non-negotiable skills”.

La domanda di partenza riguarda il rischio che insegnanti e professori finiscano per trasferire all’AI alcune capacità che i bambini non impareranno più. Non sarebbe la prima volta nella storia. Ben Amor cita il calcolo mentale: un tempo era considerato una competenza indispensabile, poi l’arrivo delle calcolatrici e degli smartphone lo ha reso molto meno praticato.

Con l’intelligenza artificiale il rischio è più ampio. Per questo, negli ultimi due anni, un lavoro internazionale con oltre 40 università, molte anche del Global South, ha cercato di individuare le competenze che ogni bambino dovrebbe continuare ad apprendere “da ora e per sempre”. Tra queste ci sono creatività e pensiero critico, ma il rapporto ne individua più di nove, accompagnandole con casi concreti per spiegare perché debbano essere protette.