Presenze fantasma dal servizio, dipendenti fuori dal posto di lavoro senza registrare le assenze con il badge e in un caso un’auto aziendale utilizzata più volte per fini personali. Con le accuse, a vario titolo di truffa e di peculato, il gup del Tribunale di Catanzaro Fabiana Giacchetti ha rinviato a giudizio 11 autisti dell’Amc, coinvolti nell’ambito dell’inchiesta sull’assenteismo dei dipendenti della società di trasporto pubblico del capoluogo, mentre gli avvocati difensori Helenio Cartaginese, Antonio Migliaccio, Rita Cellini, Giuseppe Carvelli, Arturo Bova e Giuseppe Vetrano avevano chiesto il non luogo a procedere alcuni sulla base della restituzione del “maltolto” e altri per aver dimostrato documentalmente la presenza in sevizio. In aula non si sono costituiti parte civile Amc e il Comune di Catanzaro individuati come parte parte offesa dalla Procura.

I nomi dei rinviati a giudizio

Vanno a processo Nicola Badolato, 62 anni di Catanzaro; Gianfranco Cacia, 55 anni di Catanzaro; Rodolfo Chillà, 56 anni di Catanzaro; Francesco Galati, 69 anni di Catanzaro; Domenico Rotella, 57 anni di Catanzaro; Giovanni Chiaravalloti, 63 anni di Catanzaro; Massimo Celi, 66 anni di Catanzaro; Vito Mazza,64 anni di Catanzaro; Pasquale Ciriaco, 61 anni di Taverna; Pietro Rubino, 48 anni di Girifalco e Ieso Rocca, 67 anni di Montepaone. L’udienza dibattimentale inizierà il prossimo14 ottobre.