Pubblicato il: 16/06/2026 – 19:44
di Fabio Benincasa
CATANZARO Il nome di Antonio Armentano era finito al centro dell’inchiesta denominata “Sartoria”, coordinata dalla procura, condotta dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro. Nell’operazione erano stati coinvolti 29 soggetti, indagati a vario titolo con l’accusa di corruzione, concussione, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, turbata libertà degli incanti, truffa aggravata ai danni dello Stato, falso ideologico, abusiva introduzione in sistema informatico ed emissione di fatture per operazioni inesistenti.Nella medesima inchiesta veniva contestata la turbata regolarità di 9 appalti pubblici del valore complessivo di oltre 33 milioni di euro, banditi dalla Stazione Unica Appaltante della Regione Calabria, dall’Università “Magna Graecia” di Catanzaro, dall’A.O. “Pugliese – Ciaccio” e dall’A.O.U. “Mater Domini” (ora confluite nell’A.O.U. “Dulbecco”).A distanza di due anni dall’applicazione di misure cautelari coercitive e interdittive, è arrivato il decreto di archiviazione del gip presso il Tribunale di Catanzaro, Giulia Romano, nei confronti di una serie di indagati, tra questi proprio il dottore Armentano, direttore responsabile del reparto di Neuroradiologia al Gom di Reggio Calabria, difeso dagli avvocati Franco Sammarco e Anna Spada. Il primario era stato coinvolto nell’inchiesta nella sua qualità di componente il tavolo tecnico della SUA Calabria per la procedura di gara per la fornitura di un sistema integrato regionale RIS/PACS per le Aziende Sanitarie e Ospedaliere della Regione Calabria.








