Manca una manciata di ore, poi anche il tema che domani mattina (18 giugno) alle 8,30 apre la Maturità 2026 entrerà negli annali con le sue sorprese e i pronostici azzeccati. In queste ore di ansia, il nemico è il crollo fisico, causato dalle tante ore di studio e lo sconforto per l’incertezza della traccia.

Il sondaggio: il 65% dei maturandi non si sente pronto Un'indagine di Skuola.net e Associazione Nazionale Di.Te. (Dipendenze Tecnologiche, Gap e Cyberbullismo), rivela che il 65% degli studenti che si apprestano ad affrontare l’imminente esame si ritrovi molto spesso a pensare di non essere pronto, come anche che il 57% definisca il livello di stress percepito decisamente elevato e che una quota più o meno simile denunci una sostanziale variazione delle abitudini alimentari o dei ritmi sonno-veglia, necessitando quindi di una dose superiore di dopamina da smartphone, di caffeina, di nicotina o di farmaci. Lo studio, condotto su un campione di 1.000 maturandi, restituisce la fotografia di una generazione per cui l'esame si è trasformato in un implacabile banco di prova, in particolare sul proprio valore personale. A spaventare non sono tanto le commissioni o le materie quanto l'implacabile giudizio verso se stessi - indicato come fonte principale di pressione da ben il 67% dei candidati - accompagnato da un dilagante senso di solitudine, visto che 6 su 10 difficilmente trovano qualcuno con cui parlare nei momenti di sconforto connessi all’esame e solo il 38% trova sempre qualcuno con cui confrontarsi. Lo stress mentale non resta, dunque, confinato nella psiche (lo stato emotivo è percepito in peggioramento dall'83% degli intervistati) ma scarica molti dei suoi effetti sul corpo, il cui stato di salute è percepito in peggioramento per il 74% dei maturandi. I ritmi biologici saltano e quasi uno studente su due (48%) ha alterato in modo drastico il rapporto con il cibo, dividendosi tra un 27% che mangia molto di più per fame nervosa e un 21% che ha lo stomaco chiuso. Anche il sonno risente di questa ansia: quasi 2 maturandi su 3 hanno visto mutare i propri bioritmi, ritrovandosi a dormire molto meno del solito (42%) o molto più del consueto (17%). Su tutti preoccupa un dato: il 51% dei fumatori abituali, aimé circa un terzo del campione, dichiara di aver incrementato il consumo di nicotina e derivati, mentre il 47% dei consumatori abituali di farmaci e integratori - anche qui un terzo dei maturandi - ha incrementato il fabbisogno di sostanze per migliorare la performance psico-fisica. Il 38% ha sentito il bisogno di incrementare in maniera massiccia l’uso di tecnologia. L’iper-connessione si rivela un'arma a doppio taglio: se per il 13% il telefono restituisce un senso di connessione e tranquillità, per più del doppio (29%) sortisce l'effetto opposto, facendo sentire i ragazzi ulteriormente sotto pressione, come se non potessero mai staccare dal mondo e dalle aspettative altrui. Gli psicologi: "L’esame non misura il proprio valore” Giuseppe Lavenia, psicologo, psicoterapeuta e Presidente dell’Associazione Nazionale Di.Te., sentito da Skuola.net: «La Maturità non misura solo ciò che uno studente sa. Misura, nella testa di troppi ragazzi, il proprio valore. Ed è questo il punto più delicato. L’esame è diventato uno specchio che non restituisce soltanto preparazione, ma identità, immagine, paura di deludere. Molti adolescenti arrivano lì non con il timore di sbagliare una prova, ma con il terrore di crollare davanti all’idea che si sono costruiti di sé». «Abbiamo educato una generazione alla prestazione continua - prosegue Lavenia – ma troppo poco alla possibilità di cadere senza sentirsi finita. Per questo dire state tranquilli non serve. Serve dire: “Questa prova conta, ma non sei tu”.La vera Maturità, forse, dovrebbe essere imparare che il valore di una persona non entra in un voto né esce da un esame». Cinque consigli definitivi per un buon tema In queste ore si sprecano i consigli di docenti, esperti, ex maturandi sul tema. A prescindere da cosa uscirà, ecco 5 consigli d’oro, sempre validi, per scrivere un buon tema. 1 – Rendi il testo personale e attuale. Qualunque sia la traccia scelta, esprimi il tuo punto di vista e collega gli argomenti al presente. Un elaborato che mostra riflessione personale risulta più coinvolgente e dimostra maturità; 2 – Analizza con spirito critico. Non limitarti a descrivere i contenuti: interpreta, argomenta e valorizza le conoscenze acquisite durante il percorso scolastico, sostenendo le tue idee con esempi e riferimenti pertinenti. Se non ti senti sicuro, non “lanciarti” in giudizi esagerati, un parere sì, una lezione no; 3 – Leggi e rileggi la traccia, pianifica bene il tempo e scegli con attenzione. Leggi tutte le tracce prima di decidere, individua quella più adatta alle tue competenze e organizza il tempo in modo da poter rileggere accuratamente l’elaborato prima della consegna. 4 – Cerca di scrivere in modo corretto e curato. Utilizza una punteggiatura efficace, evita una stile troppo colloquiale e preferisci un linguaggio formale, preciso e ricco di vocaboli appropriati. Ma non antico e ridondante. Non usare termini in disuso, usali corretti. Niente flusso di coscienza. 5 – Prediligi chiarezza e naturalezza. Costruisci frasi scorrevoli, usa i tempi verbali con coerenza e scegli parole di cui conosci il significato, evitando espressioni inutilmente complicate o poco adatte al contesto. Poi rileggi ed evita errori di distrazione. E ricorda meglio meno, ma bene.