La tentazione è sempre la stessa. Mancano pochi giorni alla prima prova, il programma sembra infinito e il tempo insufficiente. Così si allungano le serate e si spostano le sveglie. Eppure, proprio nella settimana che precede la Maturità il sonno potrebbe diventare uno degli alleati più preziosi degli studenti. Le neuroscienze mostrano, infatti, che il cervello adolescente continua a lavorare anche quando gli occhi si chiudono: consolida i ricordi, organizza le informazioni apprese durante il giorno, regola le emozioni e prepara le funzioni cognitive necessarie per affrontare prove impegnative. In altre parole, dormire non significa sottrarre tempo allo studio. Significa permettere al cervello di fare il proprio lavoro.

Il cervello studia anche mentre dormiamo

Una delle ricerche più recenti sul tema arriva da un gruppo internazionale di studiosi delle università di Cambridge e Fudan. Lo studio, pubblicato su Cell Reports, ha analizzato i dati di oltre 3.200 adolescenti coinvolti nel progetto americano ABCD, utilizzando informazioni raccolte tramite dispositivi Fitbit, test cognitivi e scansioni cerebrali. I risultati mostrano che gli adolescenti che andavano a letto prima e dormivano leggermente più a lungo presentavano prestazioni cognitive migliori e differenze misurabili in alcune aree cerebrali coinvolte nei processi di apprendimento e memoria. Un dato interessante riguarda proprio l'entità delle differenze osservate: anche variazioni relativamente modeste nella durata del sonno erano associate a cambiamenti significativi nelle capacità cognitive.