Secondo gli esperti, l'ansia pre-esami non è del tutto negativa: può aiutare a mobilitare energie. Ma se il livello è troppo elevato, ecco i suggerimenti per abbassarlo
La Maturità è sempre più vicina. Tra speculazioni sulle alle tracce e gli ultimi giorni di studio per arrivare preparati, sale la tensione di studentesse e studenti. «Le paure più frequenti sono legate principalmente al giudizio esterno e al timore del fallimento: non essere all’altezza delle aspettative della famiglia o degli insegnanti, o tendere a legare il proprio valore personale esclusivamente a un singolo momento di valutazione». Lo racconta Corena Pezzella, psicoterapeuta e Clinical Manager di Unobravo, servizio di psicologia online fondato nel 2019. Al di là delle paure legittime, gli studenti italiani non sentono che la scuola prepari adeguatamente a gestire le emozioni forti: sono quasi 6 su 10 ad affermarlo. Il dato emerge con chiarezza nell’indagine MINDex 2026 condotta da Unobravo in collaborazione con Ipsos Doxa sulla percezione degli italiani sull’educazione emotiva ricevuta nel proprio percorso scolastico.
I sintomi dell’ansia
L’ansia pre esami però «non è necessariamente negativa», anzi può anche essere «utile». Infatti, secondo Pezzella, «può aiutare a mobilitare energie, mantenere l’attenzione e prepararsi ad affrontare una sfida come un’interrogazione o un esame. Quando però diventa particolarmente intensa, persistente o sproporzionata rispetto alla situazione, può interferire con il benessere e con la capacità di affrontare efficacemente gli impegni scolastici». L’ansia eccessiva può tradursi in una varietà di manifestazioni: «A livello fisico, i segnali più comuni possono includere tensioni muscolari, alterazioni del sonno, tachicardia o una sensazione di stanchezza diffusa che i ragazzi faticano a spiegarsi. Sul piano comportamentale e cognitivo – prosegue la psicoterapeuta -, questa tensione può tradursi in difficoltà di concentrazione, irritabilità o tendenza a procrastinare». Ma c’è anche un caso opposto: chi, in preda all’agitazione, dedica alla scuola una quantità eccessiva di tempo, agitazione e energie. La clinical manager di Unobravo lo definisce «iper-investimento rigido nello studio».













