Il professor Nicola Scafetta spiega le conseguenze del ritorno di El Niño per l’Italia: “Gli effetti potrebbero arrivare tra due o tre mesi, attraverso il rafforzamento del ciclone islandese, che può favorire precipitazioni più abbondanti e vigorose”. Sul rischio di un Super Nino frena.“ È ancora presto per dirlo”.

Il riscaldamento anomalo delle acque del Pacifico equatoriale associato a El Niño può alterare la circolazione atmosferica su scala globale, con effetti anche in Italia. Credit: NASA Worldview, 26 maggio 2026.

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Quando si parla di El Niño, il dibattito tende spesso a concentrarsi su una domanda: quali conseguenze potrebbe avere in Italia un fenomeno climatico che si sviluppa nelle acque del Pacifico equatoriale. Un interrogativo diventato ancora più attuale dopo la conferma del suo ritorno e l’avvertimento arrivato dall’ONU, secondo cui la sua formazione contribuirà ad aggravare ondate di calore, siccità e piogge estreme. “El Niño influenza il clima globale perché immette nel sistema atmosferico una quantità enorme di energia” spiega a Fanpage.it il climatologo Nicola Scafetta, professore di Oceanografia, meteorologia e climatologia della Federico II di Napoli. “È proprio questa energia aggiuntiva a mettere in moto cambiamenti che possono estendersi ben oltre la regione in cui il fenomeno si sviluppa”.