La testimonianza dell’attivista e pittrice Goli Azad, 26 anni, fuggita in Italia. A Fanpage.it denuncia le proteste di Herat represse nel sangue, l’apartheid di genere imposto dai Talebani e l’ipocrisia dell’Europa: “Ragazze che si suicidano dopo gli abusi in carcere e l’Ue invita il regime ai tavoli istituzionali”.

Goli Azad ha 26 anni, tutto quello che ricorda della sua infanzia e della sua adolescenza non esiste più. È cresciuta tra le vie di Herat nei vent'anni di occupazione statunitense in Afghanistan. “Prima del 2021 la vita era normalissima. Potevamo andare ovunque, fare tutto, indossare quello che volevamo. Io facevo la pittrice e potevo dipingere persino donne nude”, racconta al telefono la giovane donna.

Pittrice di corpi femminili, è fuggita nel 2023 perché, racconta: “Volevo studiare e in Afghanistan alle donne non è più consentito andare a scuola o all’università”. Una famiglia dilaniata dal ritorno al potere dei talebani: il padre in esilio, un ex generale fuggito e costretto a nascondersi per salvarsi la vita perché bersaglio del regime; la sorella maggiore fuggita in Iran dopo essere stata arrestata in Afghanistan per il solo fatto di aver parlato di lavoro con un ragazzo che non era né il padre né il marito; Goli in Italia, mentre la sorella più piccola, di 22 anni, vive ancora a Herat con la madre.