Da quando i talebani hanno ripreso il potere in Afghanistan, ondate di direttive hanno privato donne e ragazze dei loro diritti e della loro dignità. Le donne vengono sempre più annientate, in una crisi dei diritti che rischia di essere normalizzata
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Alle ragazze è vietato andare a scuola dopo i 13 anni, le donne sono escluse dalla maggior parte dei lavori, dalla vita politica e non possono nemmeno camminare per strada senza uomini. Qui, in Afghanistan, la maggior parte delle donne non può nemmeno prendere decisioni all’interno delle proprie famiglie e non ricevono le cure mediche di cui avrebbero bisogno. E i risultati, ovviamente, sono devastanti.
Finito qui? Non esattamente. Dal 2023 i talebani hanno anche proibito la vendita di contraccettivi, sostenendo vada contro la legge della Sharia. Tutto ciò sempre e solo in un contesto in cui le donne sono costrette, in ogni caso, dai mariti e dalle famiglie a continuare ad avere figli, tra paure e violenze domestiche.
Secondo testimonianze raccolte dal Guardian e da Zan Times, in Afghanistan il sistema sanitario riproduttivo sta collassando proprio da quando i talebani hanno imposto quel divieto. La messa al bando non è mai stata annunciata ufficialmente, ma sono ormai 3 anni che medici e ostetriche di diverse province hanno iniziato a osservare lo stesso schema: contraccettivi sempre più difficili da reperire, forniture ridotte fino alla completa scomparsa e cliniche costrette a interrompere i servizi.










