di Antonio Mancinelli

Antonella Mansi presiede il Centro di Firenze per la Moda Italiana, è vicepresidente di Pitti Immagine ed Ente Moda Italia e guida la Fondazione Pitti Discovery. In questi ruoli promuove l’innovazione, la formazione e l’internazionalizzazione come leve strategiche per la crescita del settore, favorendo il dialogo tra imprese, istituzioni e mondo dell’istruzione.

Cosa rappresenta, oggi, il Centro di Firenze per la Moda Italiana?

"È la holding di Pitti Immagine, partecipata per l’85%. Il restante 15% è rappresentato dal socio industriale, cioè Confindustria Moda. Quindi il Centro è l’architettura che contiene al suo interno tante iniziative, di cui Pitti è la stella polare. Tiene insieme promozione fieristica, esportazioni, cultura e formazione. Ma il Centro è un soggetto che mette insieme soggetti pubblici e privati: dalla Regione al Comune di Firenze, dalle Camere di Commercio di Firenze a quelle di Prato, il Comune di Prato, Confindustria e altre istituzioni territoriali e produttive che esprimono interessi collettivi".

Lei viene dal mondo industriale e scientifico. La moda, è lontana da quel linguaggio?