di

Maria Teresa Veneziani

Hanno comportamenti diversi, sono veloci e con un nuovo concetto di ben fatto. Il salone e le strategie per superare il momento difficile.

Firenze - Il momento è complesso. Il menswear italiano archivia il 2025 in flessione del 2.2 per cento. Secondo i dati Istat, la dinamica negativa si conferma anche nei primi mesi del 2026 e la conferenza stampa d’apertura di Pitti Uomo si trasforma in un momento di confronto e rilancio per un settore «che deve reinventarsi». «Siamo sotto attacco sia da Est sia da Ovest», attacca Luca Sburlati, presidente di Confindustria Moda, che invita all’orgoglio nazionale, ricordandone il peso: «La moda maschile rappresenta il 19 per cento di tutto il tessile-abbigliamento del nostro Paese e sono 11,2 miliardi, uguale a tutto il comparto della ceramica italiana. Vale il 23 per cento dell’export, quindi 9 miliardi, e produce un saldo commerciale positivo di tre miliardi e mezzo. Senza dimenticare che nelle fiere abbiamo una leadership che va conservata». Siamo in un grande momento di grandissima trasformazione geopolitica e culturale, le persone non vogliono solo prodotti, vogliono l’esperienza, ragiona Funaro. «In un mondo che sta creando barriere c’è un posto dove la caduta dei blocchi e offre una grande possibilità ai brand e alla filiera, ed è il Mercosur. Ma occorre essere rapidi e compatti, noi industriali e le istituzioni, con un vero piano industriale e l’Ice ci supporterà». Il punto fondamentale da cui partire è la protezione delle filiere, le micro imprese che equivalgono a un terzo di tutto l’indotto e mantengono vivi i distretti. «Soffrono per la carenza di capitale. Il supporto dei piccoli brand è cruciale perché rappresentano il futuro del Paese. Tutti siamo nati piccoli e poi ci siamo evoluti: aiutarli credo che sia una missione anche dei più grandi», ha sottolineato Sburlati, anticipando che l’Istituto Italiano per l’Intelligenza Artificiale nell’Industria (Ai4i) ha deciso che anche moda e tessile diventeranno filiera strategica nazionale. La tecnologia sarà sempre più fondamentale sui temi della responsabilità estesa del produttore, «il riciclo tessile diventerà uno degli asset fondamentali nei prossimi anni». E a proposito di innovazione, il presidente Antonio De Matteis sferza il settore perché abbia il coraggio di fare posto ai giovani: «Loro hanno comportamenti diversi, sono veloci e hanno un nuovo concetto di ben fatto».