Nel piazzale della Fortezza da Basso, Firenze torna a misurare la temperatura del menswear: quella fatta di ordini, appuntamenti, buyer e “segnali” (prima ancora che di tendenze). Pitti Uomo 109 apre dal 13 al 16 gennaio 2026 con una parola-guida programmatica, “Motion”, e un obiettivo dichiarato: sostenere le aziende in un passaggio di fase complicato, tra instabilità geopolitica, mercati nervosi e nuove spinte protezionistiche.

Pitti Uomo 109: numeri, tema e nuova geografia dell’offerta

L’edizione 109 porta in Fortezza 750 marchi, con una quota estera pari al 47%, chiamati a presentare le collezioni Autunno/Inverno 2026-27. La fiera rafforza anche il progetto di incoming e comunicazione internazionale grazie al contributo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e di ICE, con l’obiettivo di “portare a Firenze la comunità dei buyer più influenti” e lavorare in modo mirato anche sui mercati emergenti. In questo contesto arriva un passaggio chiave della direzione Pitti: la fiera rivendica l’idea che la manifestazione nasca dall’osservazione “sul campo” (scene fashion, negozi, department store, esigenze della distribuzione) e che Firenze resti sinonimo di “opportunità concrete” proprio mentre il settore attraversa una trasformazione.