L’industria della moda maschile si prepara al Pitti Uomo di Firenze (17-20 giugno l’edizione numero 108) in una fase di mercato non facile, che ha spinto gli organizzatori a rinnovare allestimenti e contenuti per stimolare interesse e acquisti. «Pitti Uomo rimane una fiera di grandissimo interesse sia per i compratori che per gli espositori – ha spiegato il presidente di Pitti Immagine Antonio De Matteis, presentando il salone a Milano –. Il 2025 è partito con una serie di annunci che in alcuni mercati hanno sparso preoccupazione, ma Pitti c’è, è in salute, e vivrà un’edizione di grande livello con le collezioni di 730 marchi, per il 43% esteri». Pitti Uomo, ha spiegato Antonella Mansi, presidente della holding di controllo Centro di Firenze per la moda italiana, ora può vantare il riconoscimento di marchio storico di interesse nazionale, avendo ottenuto, prima fiera in Italia, l’iscrizione nel relativo registro del ministero delle Imprese e del made in Italy.
Dazi, Napoleone: «La moda uomo ha reagito meglio della donna»
A preoccupare sono gli annunci della Casa Bianca: «I dazi hanno influito dal punto di vista psicologico, mettendo le aziende in una condizione di attesa – spiega Raffaello Napoleone, ad di Pitti Immagine – ma finora non hanno avuto impatto sulle vendite. C’è una parte di economia reale che è pronta a reagire,e la moda uomo sta reggendo meglio della donna».






