Traccia linee rosse, attacca e vuole “prendersi” Giorgio Almirante. Ma quando parla di Giorgia Meloni, Roberto Vannacci pesa bene le parole. Finora ha evitato lo scontro frontale, non ha chiuso la porta. E’ forse anche per questo che Giovanni Donzelli dice con il generale “oggi non siamo alleati”. Domani chissà, è ancora presto. “Chi vota contro il governo di destra è all’opposizione”, aggiunge il colonnello meloniano. Ma concede anche: “Il generale? Lo ascolto e alcune cose che dice non sono sbagliate. Sceglieremo gli alleati in base alle idee e a come si comportano”. Donzelli interviene durante la presentazione del libro di Tommaso Longobardi (“Senza maschera. L’ascesa social di Giorgia Meloni”), il social media manager della premier. C’è anche Arianna Meloni, che ripercorre il percorso della sorella, di FdI, e ricorda la “coerenza” della premier e “la simbologia dell’anello del potere, cioè il potere usato come mezzo e non per farsi dominare dal potere”. Ma è meno propensa a parlare del generale (rimanda alla risposta di Donzelli), che due giorni fa a Roma ha tenuto l’Assemblea costituente dei futuristi. Non s’è certo risparmiato il generale, tra sparate varie, remigrazione e il “femminicidio non esiste”.Eppure quando gli hanno chiesto di Meloni, delle parole che alla Camera la premier ha rivolto alla sua sporca dozzina (funzionale alla sinistra”), si è limitato a dire: “Se mi interpellerà direttamente, avrò l’onore e il piacere di risponderle”. Si è fatto bastare insomma la replica di Laura Ravetto in Aula. Qualche accortezza nell’evitare attacchi diretti a Meloni Vannacci l’aveva avuta anche qualche giorno prima, nell’adunata convocata al Salone delle Fontane all’Eur, il 4 giugno. Un atteggiamento che in Via della Scrofa hanno notato. Gli attacchi più veementi verso Fn nelle ultime ore sono stati invece quelli di Noi moderati e di Forza Italia soprattutto. I meloniani si sono limitati al minimo indispensabile, e nemmeno questo probabilmente è un caso. Perché dalle parti di Via della Scrofa, anche se nessuno lo ammette, ci si interroga in queste ore sulla nuova legge elettorale (occhio alla partita preferenze), su sondaggi (secondo l‘ultima rilevazione Swg per La7 Vannacci è al 5,3 per cento, come la Lega) e proiezioni per capire quale potrebbe essere il vero effetto di Vannacci sulla coalizione, sul premio di maggioranza. E se da un lato, ancora Donzelli ricorda – avverte – che “c’è differenza tra sondaggi e voti reali”, dall’altro in Transatlantico – al netto delle smentite di rito – raccontano che gli sherpa meloniani abbiamo avuto qualche contatto con i futuristi, per sondare le reciproche intenzioni. Di mezzo ci sarebbe la Toscana, terra dello stesso Donzelli ma anche di Massimiliano Simoni, il braccio destro e operativo di Vannacci, che è passato anche per Alleanza nazionale ed è stato direttore artistico del festival della Versiliana. Edoardo Ziello, altro toscano, nega categoricamente: “Nessun contatto, sarebbe fiato sprecato da parte loro”. Mentre Domenico Furgiuele spiega che “di moderatismo e civismo l’Italia muore. Sono i leader del centrodestra che devono discutere e prendere una decisione sulle alleanze. Noi non rincorriamo nessuno, abbiamo le nostre linee rosse e non le cambieremo”.Ma che ci possa essere uno spazio di confronto tra Fn e FdI, su alcuni temi, è Federico Mollicone a metterlo agli atti: “In Parlamento collaboriamo dove c’è, o ci può essere, una convergenza”, dice il presidente della commissione Cultura al Foglio. Del resto su battaglie storiche per FdI, dalla cultura al gender nelle scuole (oltre che sulla sicurezza), per i meloniani è forse più facile trovare sponde in uno come Rossanno Sasso – una sua vecchia proposta è già confluita nel dl Valditara – che non in Forza Italia. “Ma da parte di Fn c’è una certa schizofrenia”, aggiunge Mollicone, con un messaggio ai naviganti, ai futuristi e non solo: “Questo non è un governo di centrodestra, ma di destra-centro”.
Le sponde tra Vannacci e FdI. Mollicone: “Possiamo collaborare”
Oltre le linee rosse ci sono corrispondenze tra i meloniani e il generale, che continua a lasciare aperto un canale. Donzelli: "Ora sono all'opposizione. Vannacci? Lo ascolto e alcune cose che dice non sono sbagliate". Le corrispondenze, dalla sicurezza alla cultura














