Giorgia Meloni non può più ignorare il generale Vannacci e punta a dipingerlo come un “traditore” del centrodestra. Lui cresce nei sondaggi grazie a un consenso trasversale, mentre la premier mantiene un vantaggio grazie alla sua forte leadership. Nel campo largo continua a regnare la confusione. Colloquio con Luigi Di Gregorio, docente di Scienza Politica all’Università della Tuscia
Per mesi la strategia è stata quella dell’indifferenza. Non nominare l’avversario, non alimentarne la visibilità, non concedergli spazio. Ma quando un fenomeno politico continua a occupare il dibattito pubblico, raccoglie attenzione mediatica e trova sponde nei sondaggi, la tattica dell’ignorarlo rischia di diventare un boomerang. È il caso del generale Roberto Vannacci, la cui traiettoria politica continua a interrogare il centrodestra e, in particolare, la leadership di Giorgia Meloni. Secondo Luigi Di Gregorio, docente di Scienza Politica all’Università della Tuscia, la premier ha compreso che la fase dell’indifferenza è terminata e che ora la partita si gioca sul terreno della narrazione politica. Una sfida che riguarda non solo gli equilibri del centrodestra, ma anche le prospettive delle prossime elezioni politiche.










