Roma, 11 giu. (askanews) – Un po’ magari sarà stata anche una questione di orgoglio, di difesa della propria storia. Ma c’è principalmente un calcolo comunicativo nella scelta di Giorgia Meloni di alzare il tiro contro Roberto Vannacci, di attaccarlo per rivendicare che la “vera destra” è ancora quella che siede a palazzo Chigi. L’occasione sono le comunicazioni in Parlamento in vista del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno. Un discorso che per sua natura si incentra sempre sulle prospettive di crisi internazionali, a cominciare da Ucraina e Medio Oriente, e sui grandi snodi presenti e futuri dell’Unione. Ma, come da prassi, anche una opportunità per controbattere alle critiche dell’opposizione. Cosa che è puntualmente accaduta anche in questo caso, soprattutto dopo la battuta sessista del deputato del Ms5 Francesco Silvestri.

La differenza, questa volta, è che in quella “opposizione” Giorgia Meloni inserisce anche le truppe parlamentari, da poco rinforzate con quattro nuovi ingressi, di Futuro nazionale. La premier risponde formalmente a Emanuele Pozzolo, deputato di Fdi fino al famoso caso dello sparo di Capodanno, tra i primi ad aderire ai vannacciani alla Camera. “Per difendere l’interesse nazionale stiamo facendo quello che c’è scritto nel nostro programma, per realizzare il quale siete stati eletti nelle fila del centrodestra in questo Parlamento”, è il primo attacco della premier a tutti i neo adepti del generale. Il secondo è il siluro che invia al diretto interessato, una risposta implicita anche alla sua intervista della scorsa sera da Lilli Gruber. “Per ben sei volte avete votato contro la fiducia a questo governo, insieme a Schlein, Conte, Renzi e compagnia… Votare contro la fiducia a un governo significa votare per mandare a casa quel governo, io penso – afferma – che fare quello che serve alla sinistra non sia mai difendere l’interesse nazionale. E quindi non mi si parli di vera destra perchè la vera destra non è mai funzionale alla sinistra”.