I vannacciani lasciano l’aula tutti insieme, per primi. Laura Ravetto davanti a tutti, gli altri sette – tutti uomini – a passo spedito. Non gli pare vero che Giorgia Meloni li abbia attaccati a quel modo. Altro che vera destra. “Avete votato sei volte contro la fiducia, esattamente come Schlein, Conte, Renzi e compagnia. La vera destra non è funzionale agli interessi della sinistra”, afferma la presidente del Consiglio.

Per la pattuglia vannacciana, tanto onore. Rossano Sasso è radioso: mentre marcia verso il ristorante fa ascoltare col telefonino ai colleghi una delle scene del film I guerrieri della notte. “Guerrieriii giochiamo a fare la guerra?”. I vannacciani ridono. L’attacco di Meloni apre le danze di una contesa destinata a durare. Emanuele Pozzolo, ex FdI, è stato chiamato direttamente in causa da Meloni. “Le ricordo che lei e i suoi colleghi siete stati eletti coi voti del centrodestra per realizzare il nostro programma”, gli ha detto Meloni. Lui risponde per le rime. “Giorgia è terrorizzata da Vannacci, ed è stanca. Non si accorge di chi fa davvero gli interessi della sinistra”.

È solo la seconda volta che Meloni parla dell'ex generale. Fin qui ha evitato di polemizzare, anche per non offrire un palcoscenico gratuito. Una volta, però, alla conferenza stampa di fine anno, rimproverò a Vannacci di remare contro il decreto Ucraina: “ Mi stupisce che un generale non capisca quanto le forze armate siano utili per costruire la pace”. Poi, più nulla.