Giorgia Meloni approfitta delle comunicazioni in Parlamento in vista del prossimo Consiglio Europeo per riaffermare l’identità del suo esecutivo e per togliersi anche qualche sassolino dalle scarpe. La Presidente del Consiglio ha scelto toni fermi, respingendo accuse di scarsa coerenza ideologica e contrattaccando sul terreno della concretezza governativa.

La stoccata a Vannacci

Il clima si è scaldato in aula durante il confronto con il deputato Emanuele Pozzolo (ex FdI). Meloni non ha usato giri di parole nel rispondere alle insinuazioni di chi, dall’area generale, mette in dubbio la natura autentica della sua destra.

“La vera destra non è mai funzionale alla sinistra” ha tuonato la premier, rimarcando come chi è stato eletto nelle fila del centrodestra e oggi vota contro la fiducia del governo (spesso in linea con Schlein e Conte) stia di fatto agendo contro l’interesse nazionale.

Il campo largo nel mirino