Il leader di Fn: "Sì all'alleanza se ci rispettano. La premier mi chiami"

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Roberto Vannacci apre al centrodestra ma i suoi bastonano Giorgia Meloni. L'ex generale usa bastone e carota contro la presidente del Consiglio. Da Vicenza, all'evento in sostegno di Mario Roggero, gioielliere condannato a 14 anni di carcere per aver ucciso due rapinatori, il leader di Futuro Nazionale non chiude all'intesa: "Siamo assolutamente disponibili ad entrare in coalizione se verranno rispettate le nostre linee rosse". L'ex parà si aspetta una telefonata dalla premier: "Con Giorgia Meloni non ho mai parlato, ho spesso detto che non mi piace parlare per interposta persona. Se ha qualcosa da dirmi mi chiami, ha il mio numero di telefono". Meno dialogante con l'ex collega di partito Matteo Salvini: "Non mi vuole? Ognuno per la sua strada. Penso di aver portato un bel bagaglio di voti alla Lega. Il mio apporto è stato consistente. Serbo buoni contatti con la Lega, se poi Salvini pensa certe cose è libero di pensarlo". Il generale rispolvera poi il suo repertorio: "Al gay pride se vai con le chiappe fuori non ti multano". E la sala si infiamma.Nella stessa giornata della mezza apertura alla coalizione però la propaganda vannacciana mette nel mirino la leader di Fdi. Le pagine social che si ricollegano a Futuro Nazionale alzano il tiro. Passando dal no alla fiducia in Aula alla demonizzazione in rete. Il cannone della propaganda vannacciana è affidato a una pagina di cronaca su X che a giugno cambia denominazione in Amici di Futuro Nazionale. Il salto di qualità si compie con l'ultimo affondo contro Meloni, usando toni duri e sprezzanti: "Serva di Washington".