È un “invisibile“, non solo per la sua condizione ai margini della società, ma anche per colpa della burocrazia italiana, che da mesi non gli concede una residenza anche solo fittizia attraverso cui garantirsi non solo il rinnovo della tessera sanitaria ma anche l’incasso dell’assegno di invalidità. Ci ha dovuto pensare un giudice, con un provvedimento d’urgenza, a ristabilire il buon senso in una vicenda ai limiti del paradossale che vede coinvolti anche i Comuni di Sarzana e di Lerici. Il provvedimento del giudice Ettore Di Roberto pone fine – almeno per ora – alle ulteriori sofferenze che stava patendo un uomo senza fissa dimora di 47 anni. Senza una residenza regolarmente registrata all’anagrafe comunale, l’uomo infatti non poteva rinnovare la tessera sanitaria, fondamentale per avere accesso ai servizi o anche solo per acquistare le medicine. Non solo. Per lo stesso motivo, anche l’Inps non può accreditare sul conto corrente dell’uomo l’assegno di invalidità mensile, uno sussidio economico con cui il 47enne può garantirsi le spese per i suoi bisogni. Una vicenda iniziata nell’ottobre 2025, quando l’uomo, a fronte della cancellazione della precedente residenza, aveva avanzato domanda di iscrizione anagrafica al Comune di Sarzana, territorio sul quale trascorre gran parte delle sue giornate. Gli uffici comunali tuttavia rigettarono l’istanza "per mancanza dei requisiti richiesti": un diniego motivato dal fatto che l’uomo non dormiva nel territorio di Sarzana, ma in quello di Lerici. Così, il 47enne non ha esitato a presentare la solita richiesta all’ufficio anagrafe di Lerici, che tuttavia ha a sua volta rifiutato l’iscrizione in quanto l’uomo svolgeva le proprie attività di vita sul territorio di Sarzana, dormendo solo in quello di Lerici. Neppure una diffida agli uffici dei due Comuni ha risolto la situazione, con il 47enne che non ha esitato a bussare al tribunale, assistito dall’avvocato Andrea Frau. Il giudice, con provvedimento d’urgenza ha ordinato al sindaco del Comune di Lerici di iscrivere immediatamente l’uomo nel registro anagrafico della popolazione residente. "Deve ritenersi che, anche a voler mantenere la qualificazione dell’uomo quale senza fissa dimora, il domicilio sia radicato nel Comune di Lerici, dove ha organizzato una pur minimale vita domestica". Matteo Marcello