Da una parte, per 19 anni, una pensione di invalidità e l’indennità di accompagnamento riconosciute come se il destinatario fosse un invalido al 100%; dall’altra, secondo quanto emerso dall’inchiesta, immagini che lo mostrerebbero mentre cammina senza sostegni e senza sedia a rotelle. È da qui che parte una storia che non riguarda soltanto un’indagine della Guardia di finanza, ma tocca un nervo scoperto del sistema: il confine delicatissimo tra tutela dei diritti e abuso delle prestazioni pubbliche. Una vicenda che ricorda una scena del film di Checco Zalone "Cado dalle nubi" dove un cugino del protagonista, invalido per lo Stato, finisce per scatenarsi nelle danze alle nozze del parente. E coincidenza sia il caso reale sia quello cinematografico, avvengono in Puglia.
Secondo gli elementi riportati nel caso rilanciato da Today e ricostruito anche da altre testate, l’uomo, del Leccese, avrebbe percepito per quasi due decenni prestazioni assistenziali collegate a una condizione di invalidità totale. Il punto decisivo, per gli investigatori, non sarebbe soltanto la deambulazione autonoma in sé, ma la presunta incompatibilità tra il comportamento documentato e il quadro sanitario che aveva consentito di ottenere il beneficio economico. È su questa presunta frattura tra certificazione e vita reale che la Guardia di finanza ha costruito la contestazione, arrivando alla denuncia per truffa aggravata ai danni di un ente pubblico.








