Mentre Roberto Vannacci e i parlamentari di Futuro nazionale si prestano ai selfie, una lunga fila si forma in un angolo del palco dell’auditorium della Conciliazione. Lorenzo Gasperini, professore di filosofia – nato 35 anni fa a Cecina, in provincia di Livorno - ha il compito di coordinare il programma di Futuro Nazionale. Militanti e simpatizzanti vanno da lui per chiedere di inserire altri punti. “Lorenzo devi metterci anche la lotta ai vaccini nell’agroalimentare”, gli chiede un delegato dalla Toscana. Una ragazza lo incalza: “E la violenza delle donne sugli uomini?”. Lui ascolta e promette, ci sarà spazio per tutti. Ma intanto le 140 pagine che ha steso in occasione dell’assemblea costituente già contengono un sunto del Vannacci pensiero, infiocchettato in veste filosofica, all’insegna del motto “L’Italia agli italiani”.
La strada la indica Giorgio Almirante. “La destra o è coraggio e libertà o non è”, ripete il professore, che per dieci anni è stato nella Lega, oltre che uno degli organizzatori del Remigration Summit. “Il governo Meloni, invece, è ostaggio della sinistra. Paga un fortissimo dazio all’egemonia culturale rossa”, dice Gasperini a Huffpost. E se Meloni occhieggia ai comunisti, il programma di Futuro Nazionale, invece, è un ritorno alla tradizione.













