Luca Sablone

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Roberto Vannacci non è un fenomeno passeggero. E questo è il vero problema per il centrodestra. Cresce nei sondaggi, riempie sale e piazze, macina like e follower sui social. E soprattutto riesce a farsi riconoscere immediatamente. Tono duro, messaggi semplici, nemici chiari, provocazione continua. Nessuna sfumatura. Nessun tentativo di piacere a tutti. È una comunicazione costruita per dividere, e proprio per questo funziona. Il leader di Futuro Nazionale ha capito come guidare la nuova macchina della comunicazione. Ogni indignazione social, ogni richiesta di censura, ogni dibattito televisivo acceso produce lo stesso effetto: aumenta la sua visibilità. Non importa essere contestati. Ciò che conta davvero è restare nel flusso continuo della conversazione pubblica.

D’altronde, Vannacci non cerca moderati, non vuole compromessi. Tiberio Brunetti – fondatore di Spin Factor, società leader a livello nazionale nella strategia e comunicazione politica e istituzionale – si sofferma sulla comunicazione «netta, chiara, funzionale». Questo gli permette di semplificare molto il quadro, sia per chi è a suo favore sia per chi è contrario. Non ammicca ad altre platee se non al proprio bacino potenziale: «Linguaggio immediato, valori chiari e impostazione grafica un po’ “nostalgica”». Il risultato? Da una parte «attira i fan o i simpatizzanti del Generale»; dall’altra respinge chi ne è distante, «spesso generando polemiche funzionali comunque all’amplificazione del messaggio». Di sicuro la collocazione politica borderline rispetto al centrodestra aiuta l’enfasi della sua proposta: «Toni meno netti rischiano di comprimere l’espansione del progetto politico di Vannacci».