Tra loro si chiamano “futuristi”, chiaro riferimento a Filippo Tommaso Marinetti. E infatti tra opuscoli e social campeggiano parole come “virtù”, “entusiasmo”, “vitalità”. Lui, però, è “il Generale”. Con la g maiuscola. La venerazione è evidente: nelle piazze, ai comizi, o quando si chiacchiera al telefono con gli iscritti. Il culto della personalità ma anche della persona: non a caso Roberto Vannacci, impegnatissimo in una campagna elettorale senza fine, tra una tappa e l’altra mostra il corpo semi-nudo per il tuffo di Capodanno (la memoria storica, per ovvie analogie, ci riporta alle immagini di Mussolini che raccoglie il grano). Ma ci sono i fatti, ora, che suggeriscono qualcosa di più di una suggestione: Futuro Nazionale sta arrivando. Cresce nei sondaggi – al momento oscilla tra il 3,5% e il 4% – crescono gli iscritti (più di 50mila); i comitati si moltiplicano a vista d’occhio, sono centinaia sparsi in tutta Italia; e sempre più politici, dal nazionale al locale, lasciano il proprio partito di provenienza per iscriversi al movimento dell’ex europarlamentare del Carroccio. L’ultima, in ordine di tempo, la leghista Laura Ravetto.
I giovani in piazza e i comitati che crescono come funghi










