Arriva al capolinea la parabola di Roberto Vannacci all’interno della Lega. Da Mister 500mila preferenze alle elezioni europee del giugno 2024 (candidato dal Carroccio come indipendente) a vicesegretario federale, la sua traiettoria politica nella Lega - durata meno di due anni - ha terremotato gli equilibri interni e aperto un dibattito sull’identità del partito, con scontri e tentativi di mediazione. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la registrazione del simbolo “Futuro nazionale”. Una mossa che ha portato a un’accelerazione verso l’uscita dal Carroccio.

Il successo alle europee 2024

Per l’autore del best seller “Il mondo al contrario”, lanciato nell’estate del 2023 (in cui espone tesi considerate dai suoi detrattori di estrema destra, retrograde, in qualche caso omofobe o razziste) le urne si erano rivelate un successo travolgente: secondo candidato con più preferenze, alle spalle della leader di Fdi e premier Giorgia Meloni. Salvini lo aveva accolto poi nel partito nel 2025: il 6 aprile Vannacci aveva preso ufficialmente la tessera della Lega durante il congresso federale di Firenze, rompendo gli indugi, quando già c’erano rumors su un suo possibile partito.

L’ostilità dell’ala nordista