di

Fernando Pellerano

La canzone del cantautore usata alla convention di Futuro Nazionale. Curreri degli Stadio: «Eravamo davanti al Muro di Berlino insieme quando la scrisse guardando la breccia. Lucio era per unire e non per dividere, credeva nella pace e nella convivenza delle diversità»

Quello del generale Vannacci non è il futuro scritto, cantato e immaginato da Lucio Dalla. Ha creato un grande disagio agli amici del cantante e alla Fondazione a lui intitolata, sentire la musica e le parole di «Futura» risuonare all’assemblea costituente del partito fondato dal generale, Futuro Nazionale. «Non ne sapevamo nulla, nessuno ci ha chiesto l’autorizzazione.

«L’uso politico della canzone è un fatto molto spiacevole», dicono dagli uffici di via d’Azeglio, «non abbiamo mai consentito un uso delle sue opere in alcun contesto politico, peraltro Lucio era estraneo a certi ragionamenti. Una cosa del genere non ci era mai capitata».