Questo è il numero dell'11 giugno 2026 della newsletter Ippocrate, firmata da Linda Varlese, su Salute e Ricerca. Per iscriverti clicca qui.
Il dibattito sui rischi del consumo di alcol si riaccende negli Stati Uniti dopo la pubblicazione di nuovi studi scientifici che mettono in discussione l'idea, radicata per decenni, secondo cui un consumo moderato possa essere benefico o comunque tollerato per la salute. Al centro della controversia c'è il rapporto Alcohol Intake and Health, pubblicato sul Journal of Studies on Alcohol and Drugs e realizzato per contribuire all'aggiornamento delle linee guida dietetiche federali. Secondo gli autori, non esisterebbero benefici netti derivanti dal consumo di alcol, mentre anche quantità considerate moderate sarebbero associate a un aumento del rischio di morte prematura, tumori, malattie cardiovascolari e patologie epatiche. Le conclusioni dello studio hanno alimentato uno scontro tra ricercatori, autorità sanitarie e industria delle bevande alcoliche, accusata da alcuni esperti di aver esercitato pressioni per ridimensionare il peso delle nuove evidenze scientifiche.
A rafforzare il dibattito è arrivata nelle ultime settimane una nuova ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Nature Health, che rappresenta una delle più vaste analisi mai condotte sugli effetti dell'alcol sulla salute umana. Gli autori hanno esaminato 843 studi epidemiologici pubblicati tra il 1961 e il 2023, valutando la relazione tra consumo di alcol e 20 diverse patologie. Lo studio conferma che il consumo di alcol è associato a un aumento del rischio per numerosi tumori, malattie del fegato e pancreatiti. In particolare, i ricercatori hanno riscontrato prove molto solide per il tumore della faringe, il cui rischio cresce rapidamente già a bassi livelli di consumo. Anche il cancro del colon-retto, della laringe, della bocca e le malattie croniche del fegato mostrano aumenti di rischio significativi e progressivi all'aumentare delle quantità consumate.












