Le bevande zuccherate, di qualunque tipo, non godono di buona fama. Consumarle può aumentare infatti il rischio di obesità, malattie cardiovascolari, carie e diabete, al punto che l’Organizzazione mondiale della sanità ha recentemente chiesto di aumentarne la tassazione, nella speranza di scongiurarne i consumi. Oggi sulle bevande zuccherate piove una nuova accusa: potrebbero aumentare il rischio di alcuni tipi di tumore al fegato. Di circa il 10-15%, anche per consumi contenuti.

Tumori al fegato: i fattori di rischio

La notizia arriva dalle pagine della rivista Jama, dove un gruppo di ricercatori internazionali ha pubblicato i risultati di un’ampia analisi interessata a comprendere meglio il legame tra bevande zuccherate e bevande dolcificate artificialmente (ovvero tramite l’uso di edulcoranti, come l’aspartame) e tumori al fegato. La ricerca è nata dal desiderio di colmare se possibile i dati poco chiari in materia. Solo pochi anni fa, ricordano gli autori, l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) aveva dichiarato l’aspartame - un comune dolcificante - un possibile cancerogeno, chiedendo alla comunità scientifica di indagare meglio sul tema. Katherine A. McGlynn del National Cancer Institute, esperta di tumore al fegato, e colleghi, lo hanno fatto, approfondendo il legame tra bevande dolcificate artificialmente (come quelle dietetiche a base di aspartame) e tumori epatici, ma allargando l’analisi anche alle bevande zuccherate (gassate o meno, succhi di frutta inclusi).