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4 APRILE 2026
Ultimo aggiornamento: 9:06
Una bibita può renderci più tristi? Fino a ieri sarebbe sembrata una provocazione, oggi è una domanda che arriva dalla ricerca. Uno studio pubblicato su JAMA Psychiatry ha analizzato oltre novecento persone, confrontando pazienti con depressione e soggetti sani. Il risultato appare netto, ma va interpretato con cautela: chi consuma più bevande zuccherate presenta un rischio maggiore di depressione, con un’associazione più evidente nelle donne.
Il dato che colpisce, però, non è solo statistico. I ricercatori non si sono limitati a osservare le abitudini alimentari: hanno analizzato direttamente il microbiota intestinale attraverso campioni fecali, utilizzando tecniche di sequenziamento genetico (16S rRNA) per identificare e quantificare i batteri presenti nell’intestino. È proprio in queste analisi delle feci che è emersa una maggiore presenza di batteri come Eggerthella nei soggetti con più alto consumo di bevande zuccherate. Questa alterazione del microbiota, misurata concretamente nei campioni fecali, sembra mediare una parte – limitata ma significativa – dell’associazione con la depressione.







