Lo studio federale sull’alcol rimasto fuori dalle linee guida Usa riapre il mito del bicchiere quotidiano senza danni per molti
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Il bicchiere “moderato”Il mito del cuore protettoLa parte politica del bicchiere
Un bicchiere di vino a cena ha sempre avuto un trattamento speciale. Entra in tavola con l’aria da abitudine civile, da gesto piccolo, quasi domestico. Sta accanto al piatto, alla conversazione, al “tanto è solo uno”. Per anni, poi, gli è stata appiccicata addosso anche una specie di patente salutista, soprattutto quando si parlava di cuore. Un po’ di alcol, si è ripetuto a lungo, poteva perfino fare bene. Il nuovo studio su alcol e salute pubblicato sul Journal of Studies on Alcohol and Drugs sposta quella frase in un territorio molto meno comodo: a bassi livelli di consumo i ricercatori non hanno osservato alcun effetto protettivo netto e i rischi di mortalità e malattia aumentano già da quantità considerate socialmente “moderate”.









