“In vino felicitas. Manifesto per una vita larga (e felice)” del dottor Andrea Casadio e del professor Alberto Grandi, uscito il 30 luglio per Aliberti, arriva fin sotto l’ombrellone a colpi di debunking: ricerche scientifiche e aneddoti storici alla mano, gli autori si interrogano sui rischi e i benefici del vino e delle bevande alcoliche, e non, per la nostra salute. La scienza si è data molto da fare per mettere in chiaro le cose e, finora, secondo gli autori nessuno studio ha mai stabilito che bere moderatamente sia peggio che non bere affatto. Si leggerà, infatti, che non esiste alcun “rischio zero”, e che gli astemi, pertanto, non possono dormire sonni tranquilli. La tesi principale è soprattutto questa: la salute non è solo assenza di malattia, ma anche presenza di piacere, convivialità, equilibrio emotivo.

Ce lo dicono proprio gli autori di questo agile pamphlet: Andrea Casadio, medico, giornalista e autore tv – ex docente universitario ed ex ricercatore di neuroscienze alla Columbia University, ha partecipato agli studi sulla memoria che hanno permesso a Eric Kandel, capo del laboratorio, di ottenere il premio Nobel per la Medicina – e Alberto Grandi, professore associato di Storia del cibo all’Università di Parma, dove insegna anche Storia dell’integrazione europea, autore di oltre cinquanta lavori tra articoli scientifici e monografie in Italia e all’estero, oltre che autore del best seller “Denominazione di Origine Inventata” (Mondadori). Il libro contiene anche il Decalogo per una vita larga (e felice) e il Manifesto dissacrante per una vita larga.