AVinitaly 2026 la scienza scende in campo mettere ordine in uno degli argomenti più controversi degli ultimi anni: il rapporto tra vino, salute e longevità. Con la nascita dell’Accademia Internazionale del Bere in Salute, presentata da Signorvino, dieci studiosi di profilo internazionale provano a spostare il confronto dalle semplificazioni ai dati e ricollocandolo dentro la cornice più complessa della longevità, della convivialità, della Dieta Mediterranea e della prevenzione. Del resto, come ha sottolineato Sandro Veronesi, presidente del Gruppo Oniverse, “l’Italia è tra i Paesi con la più alta aspettativa di vita al mondo, e il vino fa parte integrante del nostro modello alimentare e culturale da millenni. Di fronte a un dibattito sempre più polarizzato, abbiamo ritenuto necessario affidare alla scienza il compito di rispondere con rigore. Da quella scelta è nata l’Accademia”.
Moderare non è rinunciare: i dati che cambiano la conversazione
Il professor Giovanni Scapagnini, professore ordinario di Nutrizione clinica all’Università del Molise e ideatore del comitato scientifico, ha aperto il confronto mettendo a fuoco il punto centrale: il vino non può essere assimilato in blocco alle altre fonti di alcol. Ha citato due studi recenti: il primo, dal Progetto Moli-sani su oltre 22 mila persone, mostra che il consumo moderato di vino dentro la Dieta Mediterranea è associato a un rallentamento dell’invecchiamento biologico; il secondo, su 340 mila soggetti del database UK Biobank, collega il consumo moderato di vino a una riduzione del rischio di mortalità cardiovascolare, effetto che non emerge con la stessa quantità di alcol assunta da altre bevande.









