“Io vado al Pride per non diventare come Vannacci” dice un cartello portato al cielo dal piccolo Giulio di soli cinque anni e mezzo. “Gli ho raccontato l’idea che ha il generale Vannacci dei diritti e - racconta la madre Cristina - e questo è il risultato”. Madre e figlio sono arrivati da Alberobello per partecipare come ogni anno alla manifestazione per i diritti di tutte e tutti.

Il lungo serpentone colorato (oltre 6mila i partecipanti) è partito nel pomeriggio da piazza Umberto. Dal palco gli attivisti dell’esecutivo zona Franka e della segreteria politica del Bari Pride hanno lanciato un messaggio chiaro: “Siamo contro la destra che non vuole la nostra autodeterminazione” poi è partito in coro il “boom” contro il governo. Stanno facendo discutere le ultime dichiarazioni del generale, che oggi è impegnato a Roma per l’assemblea costituente del suo partito Futuro nazionale, e riferite ai diritti della comunità lgbtqia+.

Un corteo dal taglio decisamente politico il cui slogan è “Da ddo ama partì”, che tradotto italiano dal dialetto vuol dire “da qui dobbiamo cominciare”. “Vannacci siamo pronte per questa guerra” si legge su un altro striscione, e poi su un altro ancora: “Ad esser normali preferiamo essere limited edition”.