Modena, 13 giugno 2026 – Sta diventando il centro d’Italia sotto molti aspetti Modena, in questa primavera. Uno dei temi caldi è il ‘Modena Pride’, che si svolgerà sabato 20 giugno all’ex Macello di via Padre Candido e che nei giorni scorsi ha scatenato un’onda d’odio social assolutamente preoccupante: “Quel tizio con l’auto ha sbagliato giorno”, “questa è gente da eliminare” e altro.
Tanto che a muoversi è stata Natascia Maesi, presidente Nazionale Arcigay. Non solo a parole: il 20 giugno la Maesi sarà in città, presenza di prestigio in un momento di riflessione, lotta e festa.
Roma, Palermo, Rovigo, tante altre città: come mai ha scelto di venire proprio a Modena il 20?
“Non è una questione legata soltanto agli attacchi di questi giorni. Personalmente preferisco i Pride di provincia, perché il racconto che si fa della provincia è quello di un’arretratezza culturale o di scarsa vivacità rispetto ai grandi centri che non rispecchia la realtà. I diritti Lgbtqia+ non interessano solo le metropoli, anzi: riscatto e cambiamento partono da città come Modena, grazie alle reti associative, alle energie nuove e potenti che si sprigionano qui. E forse il mio arrivo può dare alle persone coinvolte e attaccate ancora più voce e visibilità”.














