Giornata di cortei arcobaleno quella di ieri, da nord a sud. I Pride hanno sfilato da Palermo a Varese, passando per Modena, Rovigo e Treviso. A Napoli l’Arrevutamm, che sta per rivoltiamo/sconvolgiamo, ha portato in strada la componente più radicale del movimento lgbtqia+.
LA MARCIA PIÙ GRANDE a Roma, dove un lungo serpentone colorato ha invaso il centro città, da piazza della Repubblica a Terme di Caracalla. Imponente la partecipazione di decine di migliaia di persone, anche se meno degli ultimi anni. Ad aprire il corteo il carro del Roma Pride, con il fianco dedicato agli 80 anni della Repubblica. Accanto allo stemma con stella, ruota dentata e rami di ulivo la bandiera con i colori di tutte le comunità che compongono il movimento arcobaleno e la scritta: «Giù le mani dai nostri diritti, dalla nostra vita, dal nostro cuore». Richiamati diversi articoli della Costituzione, in particolare il 3 su uguaglianza e pari dignità sociale e il 32 che vieta trattamenti sanitari forzati.
«La Repubblica è di chi la abita» è stato lo slogan di questa edizione. La prima frase del documento politico che l’ha lanciata, sottolineando tutti i rischi che corre quella promessa di «libertà, uguaglianza e dignità». «Ci negano il diritto di esistere pienamente, di formare le nostre famiglie, di essere riconosciut3 – dicono gli organizzatori – Ci accusano di essere un’ideologia. Ci usano come bersagli politici».











