Modena, 21 giugno 2026 – Neppure il caldo, rovente, ha fermato l’onda Pride che ieri, con almeno cinquemila presenze, ha travolto Modena all’insegna di un unico grande appello: diritti uguali per tutti. C’erano giovani provenienti da tutta Italia, coppie, studenti, associazioni ma, soprattutto, famiglie. Chi per il caldo non è sceso in strada, al passaggio della marcia, partita poco prima delle 17 dall’area dell’ex Macello, si è ‘unito’ al corteo dall’alto, dalle proprie finestre, sventolando bandiere arcobaleno.

Il sindaco Mezzetti in testa al corteo

In testa al corteo il sindaco Massimo Mezzetti, la consigliera regionale Ludovica Ferrari, il deputato Stefano Vaccari, l’ex primo cittadino e ora consigliere regionale Gian Carlo Muzzarelli e ancora l’assessora Federica Venturelli, il consigliere Paolo Trande e altri rappresentanti del partito democratico. Al centro, ovviamente, presidente e vice presidente Arcigay, rispettivamente Angelica Polmonari ed Elisa Fraulini. Al loro fianco la presidente nazionale dell’associazione Natascia Maesi.

“Sono qua per rispondere a tutti quei messaggi d’odio che hanno travolto il Pride in questi giorni ma anche per dire che la periferia viene raccontata come ruolo marginale, invece è un luogo di possibilità e oggi queste migliaia di persone stanno dicendo che vogliono una Modena aperta a tutte le soggettivitè, una Modena dove non c’è spazio per odio e violenza. L’odio è in aumento perché assistiamo ad una violenza istituzionale: un caso unico nella storia della nostra repubblica, agita soprattutto dal Governo che con i loro discorsi d’odio non fanno altro che sdoganare la violenza dal basso. La gente sente un senso di impunità di fronte a comportamenti violenti di fronte alle persone considerate delle minoranze”.