Non è bastato il caldo torrido a fermare il Milano Pride. Con la partenza posticipata alle 17 per limitare gli effetti delle alte temperature, migliaia di persone stanno attraversando le vie della città per quella che, a 25 anni dalla prima edizione, è diventata una delle manifestazioni più partecipate del capoluogo lombardo. Bandiere arcobaleno, musica e carri colorati si intrecciano però con un messaggio che quest’anno assume un significato ancora più politico. A sorpresa è arrivata anche la segretaria del Pd Elly Schlein.
Per gli organizzatori il Pride arriva in un momento in cui il clima nei confronti delle persone LGBTQIA+ si è fatto più ostile. “Oggi più che mai essere al Pride è un atto politico necessario”, dice a ilfattoquotidano.it Alice Radelli, presidente di Cig Arcigay Milano. “Nell’ultimo mese abbiamo assistito allo sdoganamento, anche nel dibattito pubblico e giornalistico, di una retorica negazionista delle discriminazioni, dell’odio e delle violenze contro le persone LGBTQIA+. È una narrazione che abbiamo visto anche nelle recenti dichiarazioni del generale Roberto Vannacci, secondo cui in Italia non esisterebbero discriminazioni nei confronti delle persone omosessuali. Ma negare il problema significa lasciare sole le potenziali vittime”.












