Con il termometro che prima della partenza segna 38 gradi, 42 percepiti, ha preso il via il corteo di Milano Pride. Quella di quest’anno sarà la parata forse più calda di sempre. E i partecipanti si sono adeguati: il ventaglio arcobaleno è il must della 25esima edizione e il beachwear va per la maggiore.

"Meglio liberi che accaldati”, dice Fabiana, arrivata da Concorezzo, nel Milanese, insieme a un gruppo di amiche, per partecipare al Pride. Sono tutte in bikini, per cercare di resistere alle temperature record di questo giugno. Proprio per l’emergenza caldo, gli organizzatori alla vigilia hanno deciso di posticipare la partenza di un paio d’ore, proprio per evitare il sol leone del primo pomeriggio e garantire a chi manifesta qualche cono d’ombra in più. È stata predisposta anche una mappa con le fontanelle, le zone riparare e i checkpoint sanitari. “Utilissima”, garantiscono i tanti che l’hanno scaricata. Così come è piaciuta la scelta di posticipare la partenza. “È stato giusto così”, dice Luca, arrivato da Bergamo. “Certo però si potrebbe ragionare di anticiparlo i prossimi anni ad aprile o maggio, quando c’è più fresco”, valuta Salvatore, ricevendo segni di approvazione dagli amici, che si lamentano: “Si muore dal caldo”. Cancellate l’appuntamento come a Parigi però sarebbe stato sbagliato, concordano tutti, “perché per i diritti l’importante è esserci”.