di
Francesco Petruzzelli
Tanta gente ha partecipato con bandiere e canti alla parata della comunità Legbtquia+. Presente anche il governatore Decaro
Carri, colori, bandiere e canti. Ma soprattutto un appello: «Più diritti per tutti, deve esserci inclusione». Un serpentone di festa e allegria ha invaso nel pomeriggio di sabato 13 maggio il centro città per il Bari Pride 2026, la parata della comunità Lgbtqia+ iniziata da piazza Umberto e che ha attraversato il quadrilatero murattiano. Convitato di pietra di questa edizione il generale Roberto Vannacci di Futuro Nazionale dopo le sue dichiarazioni da Lilly Gruber a LA7 sui diritti degli omosessuali, in primis la sua affermazione «i gay possono guidare».Famiglie, bambini e adulti di ogni età hanno sfilato in migliaia per rivendicare ogni lotta contro le discriminazioni, anche sui posti di lavoro come hanno ricordato i rappresentanti della Cgil Puglia invitando a segnalare e denunciare ogni forma di mobbing e di derisione. Lo slogan scelto per quest’anno, non a caso, è «Da ddo ama partì», che tradotto dal dialetto barese significa «da qui dobbiamo partire».In prima fila, dietro lo striscione, diversi rappresentanti istituzionali, dal governatore della Regione Puglia Antonio Decaro al sindaco di Bari Vito Leccese, passando per diversi assessori regionali e comunali e diversi consiglieri locali (ovviamente tutti di centrosinistra). «ll Bari Pride - dice Decaro -è il luogo dove sono sempre venuto e ci torno oggi perché questo è il luogo dove dobbiamo stare, perché amare chi si vuole è una libertà e quella libertà ce la dobbiamo difendere fino in fondo. Come mi è capitato di dire oggi “possiamo guidare ma possiamo anche gridare” soprattutto - prosegue il governatore - per dare voce a chi voce non ce l'ha. Noi siamo qui oggi per difendere non i diritti di qualcuno ma i diritti di tutti». Sulla stessa lunghezza d’onda anche Leccese: «Bari città di pace, accoglienza e inclusione e la partecipazione di oggi - dichiara - mi rende orgoglioso. Le frasi di Vannacci non sono commentabili e spero che ci possa essere una risposta chiara e netta da parte dell’elettorato». Ma il Pride vuol dire anche assistenza sanitaria e prevenzione. In piazza Umberto, grazie all’unità di strada del Comune, <<Care for people>>, test salivari, gratuiti e anonimi, a risposta rapida per l’individuazione di anticorpi specifici contro il virus HIV e il virus dell’epatite C.















