Bologna, 10 giugno 2026 – I diritti della comunità LGBTQIA+, il no alla guerra, alla repressione e alla precarietà. Il sostegno al popolo palestinese e la difesa delle persone trans*. E poi l’importanza della difesa della sanità pubblica e universale, il matrimonio egualitario e il riconoscimento di tutte le forme familiari. Insomma, “un evento apertamente politico”, spiegano quattro degli organizzatori e delle organizzatrici del Rivolta Pride in programma questo sabato. Stamattina si sono ritrovati nel cortile di palazzo d’Accursio, con in mano la bandiera della Palestina e lo striscione ‘No Pride in Genocide’.
L’appuntamento ai Giardini Margherita: il percorso
Sabato invece l’appuntamento è alle 16 ai Giardini Margherita. Poi, alle 17, il corteo partirà direzione Parco della Montagnola (arrivo previsto intorno alle 20), attraversando via Santo Stefano, via Dante, viale Giosuè Carducci, porta San Donato e via Irnerio. Qui, tra gli interventi conclusivi, ci sarà anche Ilaria Mancosu, attivista di Rivolta Pride arrestata da Israele a bordo della Flotilla. “Farà una performance di quanto ha vissuto e subito durante la prigionia”, spiegano gli organizzatori. La presentazione del Rivolta Pride 2026 a Bologna (foto Schicchi)













