Pubblicato il: 13/06/2026 – 16:33
PRATO La Toscana per le mafie e, soprattutto, per la ‘ndrangheta è un «territorio di conquista». Una regione ricca, sia per il turismo che per l’economia, che non può non attrarre gli interessi della criminalità organizzata. L’allarme lo ha rilanciato Luca Tescaroli, procuratore capo di Prato, nell’ambito di un seminario organizzato dall’Associazione Stampa Toscana riguardo “i nuovi volti e l’economia illegale” nella regione. Qui il contesto criminale è in continua evoluzione, anche grazie all’asfissiante e crescente presenza della mafia cinese, ma i gruppi criminali italiani e calabresi sono già da tempo radicati, come conferma Tescaroli: «Storicamente – ha ribadito – la Toscana è un luogo d’elezione per appartenenze e presenze di esponenti di strutture mafiose».
‘Ndrangheta e camorra le più presenti
Lo mette nero su bianco anche il rapporto Irpet (Istituto Regionale per la Programmazione Economica della Toscana) per il 2025, secondo cui sono ‘ndrangheta e camorra le mafie attualmente più presenti, mentre è diminuzione quella di Cosa Nostra, che ha, tuttavia, segnato tragicamente la storia della Toscana con eventi drammatici come la strage dei Georgofili, in cui morirono a causa di una bomba le tre bambine. Oggi ad essersi infiltrati nel tessuto economico e sociale toscano sono soprattutto i clan calabresi, attivi principalmente «nell’ambito delle estorsioni del traffico di stupefacente, dello smaltimento illecito di rifiuti e delle frodi fiscali». E le operazioni hanno dimostrato la presenza di soggetti di alta caratura criminali legati alle cosche calabresi, pur non rilevando, a differenza di altri regioni del Nord, «la presenza in regione di insediamenti strutturati di natura ‘ndranghetista».












