L’intervento del procuratore di Prato: "Attenzione a criminalità straniera"Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguici"Storicamente la Toscana è un luogo d’elezione di esponenti di strutture mafiose, c’è il massimo impegno e attenzione per contrastare questo fenomeno e il suo proliferare". Lo ha detto Luca Tescaroli (in foto), procuratore capo di Prato, intervenendo al seminario dal titolo "I nuovi volti della mafia e l’economia illegale in Toscana", organizzato da Associazione Stampa Toscana e Regione Toscana ieri a Firenze.

Tescaroli, oggi procuratore della Repubblica di Prato, è in magistratura dal 1991 e ha lavorato nelle Procure di Caltanissetta, Roma e Firenze. Ha seguito alcune delle principali inchieste della storia giudiziaria italiana, dalle stragi mafiose e terroristiche ai grandi casi di criminalità organizzata, fino a Mafia Capitale. Da alcuni anni è impegnato nel contrasto alla criminalità cinese.

All’iniziativa ha partecipato anche il presidente del Consiglio regionale Stefania Saccardi, don Andrea Bigalli di Libera e Patrizia Lattarulo, dirigente dell’Irpet. Tescaroli ha ricordato che il fenomeno delle mafie "si è arricchito anche dall’attività di gruppi di criminalità organizzata straniera, come quelli cinesi e albanesi".