HomeCronacaBanca fantasma a Prato. Affari di droga e merci per cento milioni di euroEra usata da clan italiani, cinesi e albanesi: 41 indagati, raffica di sequestri. Serviva al riciclaggio, al traffico di stupefacenti e all’immigrazione clandestina.Il procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo e il procuratore Rosa Volpe, ieri a FirenzeRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciUna banca clandestina capace di smuovere fra gli 80 e i 100 milioni all’anno. Il malaffare aveva sede a Prato dove l’intreccio fra gli interessi economici degli imprenditori cinesi del Macrolotto si è "saldato" con le associazioni di stampo mafioso italiane e albanesi. E’ quanto emerso dalle indagini della squadra mobile pratese e dal servizio centrale operativo della polizia, coordinate dalla Dda di Firenze, che ieri hanno portato alll’esecuzione di 41 misure cautelari (17 in carcere, 16 ai domiciliari, 8 obblighi di firma) e al sequestro di 60 milioni. Gli indagati totali sono 57.
Le indagini sono partite quattro anni fa dalle dichiarazioni di un testimone che aveva parlato dei traffici illeciti di Pan Keke, 50 anni, detto ’Luca’, considerato la figura di riferimento della banca clandestina. Pan era già noto alle forze dell’ordine: detto anche il boss di Mestre, dodici anni fa era stato condannato a Venezia per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Parte della pena l’aveva scontata nel carcere pratese dove ha cominciato a intessere rapporti con criminali albanesi e cinesi.










