Dice “è un enorme onore e anche una responsabilità rappresentare il Brasile”. Aggiunge: “È un momento molto bello della mia vita”. E conclude: “Faccio questo grande passo con felicità e allegria, sono ottimista”. C’è sempre una prima volta, anche a 67 anni appena compiuti e dopo un percorso leggendario come quello che ha portato Carlo Ancelotti a essere l’allenatore italiano più decorato di tutti i tempi: 30 trofei, tra i quali spiccano le 5 Champions e i campionati vinti in Italia, Francia, Inghilterra, Germania e Spagna. Al timone del Brasile, ereditato nell’estate 2025, c’è l’esordio in panchina, contro il Marocco al MetLife Stadium di East Rutherford (New Jersey, non lontano da New York), in questo mondiale controverso sparso in tre nazioni delle quali una, il Canada, è un po’ anche casa sua: spettacolare la villa che possiede dalle parti di Vancouver. Ancelotti ha una missione da compiere ed è quella che gli chiedono i 213 milioni di abitanti del quinto paese più esteso del pianeta – 8.514.877 kmq -: vincere la Hexa, la sesta coppa del mondo. Lui ci crede: nei mesi che hanno preceduto la manifestazione, ha mostrato un discreto ottimismo.

Mondiali 2026, la classifica dei gironi aggiornata